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Venerdì, 14 Febbraio 2014 11:58

Una nuova Piccola Era Glaciale ha iniziato il suo ciclo: attenzione agli effetti collaterali. In evidenza

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Una nuova Piccola Era Glaciale ha iniziato il suo ciclo: attenzione agli effetti collaterali.

 

Oramai giungono segnali inequivocabili che stanno annunciando un nuovo periodo degenerativo climatico, eventi atmosferici  chiari ed ineluttabili davanti agli occhi di tutti, e per sincerarsi di questo basta solo esplorare il web, dove si moltiplicano i processi di forte freddo, neve, gelo e intense precipitazioni su vaste aree globali, dove il caldo e la siccità sono le eccezioni, non la regola.

La lista degli scienziati che si stanno allineando al pensiero di raffreddamento globale sta aumentando anno dopo anno, specie sotto i colpi meteo climatici che, oramai sempre più decisi da parte della natura,  stanno accelereranno con sempre più virulenza verso gli estremi atmosferici.

Chi mi segue con costanza e continuità, saprà che con la mia teoria climatica sui cambiamenti climatici non antropici, fui il pioniere a divulgarla dalla fine anni ’90 agli inizi degli anni 2000 e sono sempre stato “la voce fuori dal coro”.

 

In questi ultimi anni e specie negli ultimi due/ tre anni, ricercatori sul clima stanno appoggiando la tesi del raffreddamento globale, arrivando addirittura ad esasperarla con ancora più virulenza del sottoscritto.

Si stanno rincorrendo proclami su proclami riguardo la conclusione dell’epoca di riscaldamento globale avuta in questo ultimo ventennio, annunciando un inizio di un lungo periodo di calo termico, destinato ad accelerare nei prossimi 3/10 anni e intensificarsi gradualmente a livello globale, pur con effetti collaterali anche opposti ma circoscritti e localizzati.

Alcuni scienziati stanno aumentando la probabilità certa di una imminente ulteriore forte accelerazione climatica verso il global cooling, con l’inizio di una nuova PEG della durata circa 80 anni, già nei prossimi 2 /3 anni.

Un processo di degenerazione atmosferica in accelerazione, che secondo anche questi ricercatori, porterà una forte diminuzione termica globale nei prossimi 20 anni, dalle alte verso le medio-basse latitudini, con effetti devastanti per l’Europa, dove la maggiore parte del Vecchio Continente finirà sotto neve e ghiaccio, specie Germania, Polonia, Francia, Austria, Slovacchia e Slovenia, con ripercussioni a cascata anche verso il Mediterraneo e l’Italia.

Molti stanno sottovalutando i rischi di un periodo di raffreddamento globale  che risulta assai più pericoloso e rilevante di un optimum climatico. IL processo di global cooling tende a  scatenarsi  ad intervalli regolari in cadenze 5>10 anni, in periodi ventennali, che tenderanno ad esaltarsi nei prossimi 50>100 anni.

Gli effetti sociali ed economici  saranno sicuramente rilevanti, pensando alle vie di comunicazione, alla economia, alla agricoltura, nonché al turismo e alla vita sociale,  con ripercussioni verso un forte aumento di consumo energetico e un processo a cascata di migrazione verso sud di popolazioni, in direzione di climi più ideali, con conseguenze inevitabili di scontri sociali, specie con i paesi sottosviluppati, tenuti perennemente in stand by per la scarsa crescita socio-economica.

Addirittura un gruppo di scienziati di Canada, USA, Europa, Russia e Asia hanno in previsione un ulteriore incremento del forte processo di raffreddamento globale, che dovrebbe portare l’aumento dei ghiacci in forte espansione già dal 2014 come sta già avvenendo su vaste aree globali, con accelerazione degenerativa nei prossimi anni sempre più conclamata.

Ma questa catastrofica previsione è supportata anche da dati attendibili e inequivocabili rilevati nella documentazione storica degli anni antecedenti alla Piccola Era Glaciale,  periodo di frequenti  inverni gelidi attigui,  che si manifesto dal 1400 d.C e che accelerò dal 1500 al 1870.

Se analizziamo il clima che si riscontrò nei 100 anni antecedenti alla PEG che si scatenò dal 1400, si potrà osservare che dal 1300 d.C  e nei primi decenni del secolo, cominciò il processo degenerativo verso il freddo, dove si fecero sempre più frequenti l’aumento di forti precipitazioni, alluvioni, eventi meteorici eccezionali come piccoli cicloni e grandinate devastanti, forti piene dei fiumi e straripamenti dei corsi d’acqua, mareggiate distruttive e  in Europa come in Italia da Nord a Sud, come nel resto del mondo, e questi gli anni più significativi:

1327-1330-1331-1333-1336-1341-1342-1347-1362-1365-1376-1379-1385.1395.

Questo fenomeno degenerativo si sta amplificando con ulteriore virulenza proprio in questi ultimi anni, confermando il  processo climatico verso il freddo, con eventi in accelerazione per il forte contrasto termico generato dalla intromissione dell’aria più fredda verso insolite medio basse latitudini, con fenomenologia sempre più estrema.

Vedi  l’aumento di fenomeni alluvionali in Pakistan, Cina, Nord Korea, India, Europa, Australia, Messico, Canada, USA come anche eventi freddi rilevanti come sull’emisfero Australe,  in Brasile, Argentina, Cile e Australia e non solo invernale, ma addirittura “estiva”.

Il quadro meteo climatico è purtroppo costretto a degenerare ulteriormente, poiché il processo in atto climatico è solo agli inizi e si esaspererà ulteriormente nei prossimi anni, per cui fare finta di niente o perseverare nell’idea del riscaldamento globale antropico, genererà conseguenze drammatiche globali. L’umanità e i governi si troveranno impreparati alla nuova pressione meteo climatica del Pianeta, con previdibile caos sociale ed economico e con inevitabile lievitazione dei costi di contenimento e con l’aumento prevedibile di forti migrazioni di popolazioni verso latitudini in optimum climatico.

La lettura del libro “Il futuro della Terra è scritto nella Luna” uscito in italiano e in inglese, e pubblicato dalla AracneEditrice aprirà la mente sul nuovo concetto di scienza climatica rivolto alla innovativa ricerca sui  cambiamenti climatici naturali (non antropici) rivolto a comunità scientifiche come divulgativo per tutti,  che consiglio vivamente di leggere, per non rimanere impreparati alle sfide climatiche del nuovo millennio.

 

Roberto Madrigali Team Explora

Esperto meteorologia e clima/microclima mondiale

Letto 10096 volte Ultima modifica il Venerdì, 14 Febbraio 2014 12:36

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