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Venerdì, 14 Febbraio 2014 09:46

Il pianeta si sta avviando verso un nuovo raffreddamento, la nuova era glaciale è prossima In evidenza

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Il pianeta si sta avviando verso un raffreddamento, la nuova era glaciale è prossima.

 

Erano gli anni 80’/’90 quando ho cominciato ad avvicinarmi con più decisione verso la comprensione del grande meccanismo climatico terrestre, con la consapevolezza che non sarebbe stato tutto così scontato.

Il riscaldamento globale stava sempre più prendendo il sopravvento e si moltiplicavano gli interventi di scienziati e giornalisti su una prossima catastrofe climatica, che ci avrebbe portato gradualmente, verso un desertificazione e aumento incontrollato delle temperature globali.

Ma questo catastrofismo non mi ha mai convinto più di tanto e qià nella fine degli anni ’90 avevo la consapevolezza che lo studio approfondito sul Jet Stream e le cause astronomiche, mi avrebbero dato risposte più adeguate. Queste risposte non si sono fatte attendere e gradualmente il nuovo millennio ha completamente stravolto il quadro meteo climatico.

 

Mi rammento con soddisfazione quando alla fine degli anni ’90 parlando con un gestore di albergo e responsabile impianti di risalita sul Monte Amiata, montagna isolata di origine vulvanica, presente  nella provincia di Grosseto, gli avevo pronosticato un cambio di marcia climatico nel nuovo ventennio che si stava aprendo all’ingresso degli anni 2000.

“caro Roberto il riscaldamento globale ha ragione! Qui non nevica più, e saremo costretti a chiudere gli impianti!” mi diceva dispiaciuto e rassegnato il responsabile dell’albergo, ed io risposi subito convinto” non demordere e non rassegnatevi a questo ventennio climatico, poiché siamo prossimi ad una svolta climatica e vedrete che nel nuovo millennio cambierà tutto radicalmente”

Con mia grande soddisfazione, il Monte Amiata dopo anni di siccità e carenza di precipitazioni nevose che erano diventate, a parte episodi sporadici, eventi rarissimi specie anni ‘90, nello stupore generale dei gestori d’impianti, furono battuti tutti i record di innevamento naturale degli anni 50’/’60 con record stracciati negli inverni dal 2004 al 2007.

Ma oramai sono davanti agli occhi di tutti, i record di freddo o di persistenza precipitativa che si susseguono dagli anni 2000 e che erano diventati una rarità nel ventennio passato, che  avevano illuso o depistato la ricerca scientifica, portandola verso conclusioni affrettate e fallaci, rivolte al GW antropico.

Un esempio su tutti, la lettura della documentazione storica minuziosa costruita nel passato, che ha dato notizie importanti e decisive su quanto il clima sia mutato radicalmente nel corso del tempo, quando l’aspetto antropico e la rivoluzione industriale  era del tutto trascurabile o inesistente.

I periodo di raffreddamento come la Piccola Erra Glaciale durano mediamente dai 300 ai 500 anni e sono quasi sempre intervallati da periodi più ottimali di circa 150 anni, ma sempre e comunque riscontrando  alti e bassi termici.  E’ stato rilevato dai documenti storici che anche in piena PEG, periodo molto freddo intercorso dal 1500 al 1870, ed iniziata già con periodi rigidi dai primi anni del 1400, si sono rilevati periodi più che ottimali termici che si alternavano a inverni record di freddo attigui.

Documentazione storica concreta che rimarca quanto sia del tutto assurdo e poco scientifico, gridare al riscaldamento globale o meravigliarsi di un inverno perturbato ma non freddo in area Italica come il 2013/14, se paragonato agli scorsi anni, dove la neve era anche caduta con una certa continuità sulla Capitale (Roma)!

Se noi andassimo ad indagare sul tempo del passato a noi più vicino senza rimanere legati a fantasiose convinzioni climatiche, ci accorgeremmo che anche nella PEG abbiamo avuto dei momenti di pausa anche rilevanti nel freddo, riscontrato come agli inizi del 1600, dove iniziò uno dei periodi più “caldi” del millennio con apoteosi nel 1606/7 a cui seguì un inverno entrato nelle annate più rigide in assoluto del XVII secolo: il 1607/08.

Per concludere l’articolo sul reale raffreddamento globale, basta menzionare la perseverante onda gelida e nevosa che si sta accanendo sugli USA settentrionali e centro-orientali in questo inverno 2013-14, messi in “ginocchio” da uno degli inverni più “severi” di questi ultimi cento anni.

Ma fa più notizia la siccità e la mitezza della California e parte degli USA più occidentali, che non un record di gelo e neve estremo riscontrato su tutta la parte settentrionale, centrale ed orientale degli Stati Uniti, dove ben 49 stati su 50 sono coperti di neve, a dimostrazione di come si cerchi sempre una giustificazione per  esasperare il caldo e il catastrofismo ingiustificato.

E basta spostarsi anche ad oriente per ritrovare temperature record su buona parte dell’Asia dove il Grande Freddo sta imperversando da est ad ovest, con una estensione record che raramente è stata riscontrata negli ultimi inverni. Attualmente il grande gelo si sta espandendo verso ovest, dove molto probabilmente, costruirà a fine febbraio, un’onda gelida destina a compensare la mitezza oceanica in Europa specie quella Mediterranea.

Oramai vi sono segnali tangibili ed ineluttabili di un processo degenerativo in forte accelerazione, riscontrato anche dall’aumento del pack Artico sia in estensione che in spessore e rafforzato da un Antartide in fortissima accelerazione verso il freddo, con record estensivi di pack e di temperature: ben -93,2° rilevato il 10 agosto 2010.

L’umanità è oramai vicina alla prossima era glaciale del tutto inevitabile che si potrà scatenare con virulenza anche nel corso stesso di questo nuovo periodo climatico di raffreddamento a cadenza ventennale, poiché il tempo scandito dalla grande clessidra climatica terrestre volge oramai al termine.

Il grande pendolo climatico terrestre sta finendo la sua oscillazione e sta tornando sui suoi passi, volgendo verso la sua prossima inevitabile oscillazione termica: l’era glaciale.

La natura sta dando in questi ultimi anni, molti segnali chiari ed inequivocabili, ma purtroppo è vero il detto che dice “ non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere”.

 

Roberto Madrigali team Explora

Esperto meteorologia e clima/microclima

Letto 6827 volte Ultima modifica il Martedì, 18 Febbraio 2014 21:48

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