Meteoclima

Portale di meteorologia e climatologia

Giovedì, 02 Febbraio 2017 00:00

Febbraio si annuncia rigido come gennaio:probabilità, proiezioni e considerazioni sulla scarsa cultura climatica. In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(5 Voti)

Febbraio si annuncia rigido come gennaio: probabilità, proiezioni e considerazioni sulla scarsa cultura climatica.

 

Sappiamo tutti purtroppo come è andata a finire sulle zone Adriatiche, dopo lo tsunami di neve che a sommerso intere zone ad est a più riprese, bloccando paesi e città, con gravi danni alla agricoltura, disagi notevoli alla popolazione stremata da freddo, energia elettrica interrotta e frazioni ancora ad oggi isolate dalla neve, con in più l’emergenza terremoto.

 

Oggi ero a fare la mia consueta serie di trasmissioni meteorologiche a TV9 e parlando con un tecnico TV ho saputo che ancora alcuni utenti su web deridono riguardo affermazioni di probabili tusnami di neve o bombe bianche per questa fine prima decade e inizio seconda decade di Febbraio.

 

I “sorrisi” saranno sicuramente riferiti alla mia proiezione di possibile nuova incursione gelida con neve fattibile anche ad ovest e non solo ad est nel corso di febbraio e alla mia affermazione di “assaggio” di Piccola era Glaciale” per l’area italica Mediterranea avuta nel mese di gennaio come possibile averla nuovamente anche a febbraio.

 

 

Sicuramente l’area Tirrenica molti la considerano erroneamente  “immune” a gelo e tormente di neve e delle persone NON conosco la potenza del Jet Stream dal punto di vista climatico, le sue regole e quello che è capace di fare su vaste aree del globo; mi rendo conto che, per alcuni, il non abitare su quelle zone martoriate da gelo e neve di queste scorse settimane, li rende sicuri di essere immuni da simili disastri.

 

Purtroppo queste persone si sbagliano di molto e stanno  considerando in maniera molto superficiale, una evoluzione configurativa prevalente della corrente a getto di questo inverno 2016-17 che ha già fatto intendere le sue potenzialità distruttive ed ha messo in ginocchio vaste aree orientali dell’Italia.

Mi sono reso conto in questi anni che la cultura sulla scienza del clima è scarsa e molti palesano di non conoscere assolutamente le regole climatiche  ragionando superficialmente su una osservazione quale  “ma è stato sempre mite in questi anni” pensando erroneamente che questo sia la regola (enfatizzato dalla bufala del GW) e che i disastri riguardo lo tsunami di neve come quello sulle aree adriatiche, siano solo occasionali  e non possibili su altre zone d’Italia.

Niente di più sbagliato e pericoloso dal punto di vista climatico avere la sicurezza di essere protetti dal gelo e la neve, poiché porta a conclusioni errate sulla prevenzione sugli eventi estremi, poichè l’iceberg e lo tsunami di neve collegato, che si è abbattuto sulle zone Adriatiche in queste scorse settimane, per un soffio non è entrato più orientale e sarebbe stata una bomba di neve anche per il Tirreno. La linea di confine spesso è veramente esigua e solo una diversa minima variazione di ingresso del JS ha salvato l’ovest italico da neve copiosa e ulteriori emergenze in arrivo.

 

Questo mese di Gennaio ha reso palese la vulnerabilità climatica dell’Italia dal flusso da est-nordest, specie quando la zonalità diventa non prevalente, e al posto del mite flusso oceanico, si innesca una antizonalità prevaricante, con retrogressioni gelide dall’artico Russo. Una evoluzione configurativa fra le più gelide in assoluto, che già nella PEG (Picccola Era Glaciale 1400>1500/1870)  era dominante e perseverante su buona parte d’Europa, inclusa l’area Mediterranea, e le cronache di quei tempi sono palesi e chiari ad esaltare neve, gelo e temperature record ovunque anche sullo “Stivale”.

 

Questo gennaio 2017 può tranquillamente essere considerato un primo “timido assaggio” di quello che succedeva nella PEG dove questa evoluzione configurativa del jet Stream era prevalente e assai perseverante, sicuramente costruita da parametri astronomici favorevoli, con esaltazione della antizonalità e con effetti meteorologici e climatici che furono marcatamente invernali.

L’evoluzione del Jet Stream degli ultimi giorni di gennaio e della prima parte della prima decade di Febbraio, caratterizzati dal rientro del mite ma umido flusso zonale, darà l’illusione di essere usciti dalla fase acuta invernale orientale, pensando erroneamente di aver superato la fase di emergenza maltempo invernale.

 

In realtà la fase oceanica si interromperà rapidamente nel corso della prima decade di Febbraio sempre favorito dai parametri astronomici, sicuramente in primis il Tides di fine gennaio, che rifavorirà l’antizonalità del JS artico-russo, con  alimentazione sui cut-off in movimento verso l’Europa mediterranea.

Nel  corso del weekend arrivo di una prima area depressionaria in cut-off (in isolamento) sull’Italia, con minimo al suolo in movimento verso il centro-sud con una alta Scandinava di ben quasi 1050 hPa. Primo richiamo di vasta area rigida con punte anche di oltre -20° a 850 hPa ma in questa prima fase l’alimentazione sarà parziale ma quanto basta a far capitolare rapidamente le temperature dal lunedì 6 Febbraio. In arrivo neve anche a quote basse con nuova esaltazione da stau su Adriatiche centromeridionali.

 

Seconda fase a seguire, dove il flusso oceanico sarà ancora inibito e transiterà solo con altri cut-off Mediterranei (aree cicloniche isolate) mentre sarà sempre in azione una possente alta scandinava con movimenti antizonali di aree gelidissime depressionarie dall’artico Russo, in avvicinamento anche all’Italia.

 

Fase decisiva intorno al 8>10 di febbraio che sarà da monitorare con estrema attenzione poiche’ potrebbe evolvere rapidamente verso una nuova forte fase in recrudescenza di gelo e neve, con possibile altra emergenza tsunami ad est ma senza escludere nevicate anche sul Tirreno. La configurazione sarà ideale per interazione di aria oceanica relativa da ovest-nordovest (effetto tunnel con onde cicloniche isolate) e flusso in alimentazione rigido nordorientale per blocking con asse Azzorre-Scandinavia.

 

Roberto Madrigali

ricercatore indipendente ed esperto clima e meteorologia

Collabora con Università la Sapienza-Siena

presidente osservatorio astronomico di Roselle Grosseto

 

 

Letto 1574 volte Ultima modifica il Giovedì, 02 Febbraio 2017 21:43

Supporta MeteoClima.net

Donate using PayPal
Amount:
Un tuo piccolo contributo volontario sulla diffusione della ricerca sul scienza del clima e della meteorologia. Grazie ;)

Libro Sulla Tesi Madrigali e Scoperta Rivoluzionaria

Osservatorio Astronomico di Grosseto

Energia & Clima

Clima/Glaciologo-geologo