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Martedì, 20 Febbraio 2018 00:00

LO STRATWARMING ED I SUOI EFFETTI: ANALOGIE CON UN ALTRO GRANDE EVENTO DEGLI ULTIMI 35 ANNI, IL MITICO 1985."eseguito da Ing. Gianmarco Casentini" In evidenza

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LO STRATWARMING 2018 ED I SUOI EFFETTI: ANALOGIE CON UN ALTRO GRANDE EVENTO DEGLI ULTIMI 35 ANNI, IL MITICO 1985.

 

Ci siamo. Ormai i modelli deterministici troposferici e i modelli Ensemble, hanno iniziato ad inquadrare, seppure con notevoli differenze già oltre le 96h, quelli che sono gli effetti dello storico evento atmosferico che si è avuto e si sta tuttora avendo, alle alte quote dell’atmosfera, ossia nella stratosfera dell’emisfero Boreale.

Ma lo scopo del presente articolo non è quello di ipotizzare uno scenario previsionale per i prossimi giorni, bensi quello di evidenziare le notevoli analogie con un altro evento meteoclimatico che ha caratterizzato la storia degli ultimi 33 anni dell’emisfero Boreale, ossia con lo stratwarming di tipo Major Mid Winter che si verificò a cavallo tra la fine di dicembre 1984 ed il gennaio 1985.

Di seguito vediamo le carte emisferiche afferenti a quei giorni lontani che evidenziano come il possente riscaldamento, portò alla totale destrutturazione del VP stratosferico e, da li a circa 7-8 giorni, alle pesanti ripercussioni troposferiche che fecero piombare l’Europa e l’Italia in una cruda fase di gelo e neve.

Lo stratwarming ebbe il via negli ultimi giorni di dicembre 1984 e trovò il suo apice proprio il giorno di San Silvestro, ossia il 31 dicembre 1984 ed ecco la carta emisferica che testimonia quanto accadde a 10hPa quel giorno.

Nelle carte sopra, cosa successe nei 10 giorni successivi, a livello stratosferico!

 

Tutti ricordiamo ovviamente quello che tale evento causò a livello troposferico ed a tal proposito, ai fini di verificare la correlazione strato-tropo, posto di seguito le emisferiche troposferiche che tengono conto di un feedback rispetto al 31 dicembre di qualche giorno. Noterete come i flussi di calore generati dalle due onde planetarie vadano a generare prima una profonda intrusione di aria calda fin sul polo con formazione di una lunga lingua altopressoria che dall’Atlantico arriva fino al mare di Barents, catapultando dunque con moto retrogrado masse di aria gelida dalla Siberia, fino nel cuore del Mediterraneo, con effetti che chi allora era già sufficientemente grande per avere memoria, ancora ricorda bene.

Come si evince gli effetti furono notevoli e duraturi.

 

Vediamo ora invece di tuffarci nell’attualità e descrivere ciò che si è andato a realizzare a partire dal 12 febbraio 2018; in tale data abbiamo avuto un forcing delle due onde planetarie, ossia quella pacifica o wave1 e quella atlantica o wave2 che hanno portato allo split del VPS. Da li si è avviato un possente stratwarmig che ha interessato tutto l’Emisfero Boreale e che ha praticamente destrutturato il VPS. Ciò che lascia stupiti a livello stratosferico è l’enorme analogia con quanto avvenuto tra dicembre 1984 e gennaio 1985 e le carte emisferiche che vado a postare, servono proprio a testimoniare questa mia affermazione, a tal punto che sembrerebbe uno di quei giochi enigmistici da “Aguzza l’occhio”.

Iniziamo con la carta inerente la giornata di San Valentino, ossia il 14 febbraio. Prendete questa carta e sovrapponetela con quella del 31 dicembre e ditemi che non vi sono sono analogie incredibili?

Situazione stratosferica al 14 febbraio 2018.

Così come la carta riferita a sabato scorso 17 dicembre sembra molto simile a quella del 3 gennaio 1985, oltretutto con lo stesso lasso temporale di 3 giorni.

Le due carte successive, visto in proiezione per i giorni 27 febbraio e 1 marzo testimoniano, parimenti a quelle del 8 e 10 gennaio 1985, la totale destrutturazione del VPS

A questo punto resta da domandarsi: e quali saranno gli effetti in troposfera? Avremo un 1985 bis?

Ad oggi, 19 febbraio, non è ancora possibile stabilire se e cosa succederà di preciso da qui ai prossimi 10 giorni, ma le ultime proiezioni del modello Europeo (lo stesso a cui si riferiscono le emisferiche del 1985) sembrano suggerirci che i famosi “corsi e ricorsi della storia” del famoso Giovanbattista Vico, forse potrebbero essere applicabili anche agli eventi meteoclimatici. A tal proposito ecco cosa proponeva il modello Europeo stamattina nell’emissione 00z a partire dal giorno 26 febbraio.

Impossibile non notare le analogie tra i due anni. Adesso, da qui ad affermare che avremo gli stessi risultati in termini di gelo e neve sull’italia, non è certamente un esercizio corretto, ma non possiamo non considerare che l’evento stratosferico tutt’ora in corso è stato di quelli epocali e che per forza di cosa, tale evento avrà, come già successo in passato, degli effetti marcati a livello troposferico. Dovremo ancora attendere qualche giorno, ma le possibilità di una rilevante ondata di gelo in Europa sono ormai molto elevate e lo stesso dicasi per le regioni del Centro-nord Italia. Sicuramente anche il Centro-Sud, seppur con un’incidenza forse minore, non resteranno a guardare perché l’impatto che l’afflusso di tale aria pellicolare, gelida a tutte le quote avrà sul Mediterraneo sarà notevole e questo, unito alle interazioni con l’aria umida basso atlantica e con la convettività che garantisce la maggiore irradiazione solare, potrebbe generare notevoli fronti perturbati che potrebbero portare a precipitazioni nevose fino a quote molto basse su tutte quelle regioni colpite dalla retrogressione.

Non ci resta dunque che seguire l’evoluzione con estrema cautela ed interesse.

Un saluto cordiale a tutti

 

 

Ing. Gianmarco Casentini-collaboratore/moderatore Meteoclima.net

 

Letto 2373 volte Ultima modifica il Martedì, 20 Febbraio 2018 22:51

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